L’arrivo dell’emergenza sanitaria da Covid-19 ha completamente rivoluzionato il modo di fare scuola. Accantonate per un primo momento le lezioni frontali in presenza, tutti gli istituti scolastici italiani hanno imboccato la via del digitale, utilizzando i collegamenti virtuali pur di continuare ad erogare la didattica.
Genova, il prossimo anno scolastico più lezioni all'aperto

Da tutta Italia però non sono mancata varie esperienze della “scuola outdoor”, un modo di diverso di fare lezione negli spazi all’aperto. Se prima era una questione di sopravvivenza, presto sarà possibile abbandonare tablet e pc non solo per tornare tra i banchi di scuola, ma anche nella natura incontaminata.

Scuola outdoor: le iniziative della scuola nel verde

Diciamoci la verità, la pandemia da Covid-19 ha aumentato la nostra abilità nel cercare soluzioni adeguate pur di continuare a vivere con tranquillità la nostra quotidianità. Disposizioni governative, misure anti-Covid, ricorso allo smart working nelle professioni che lo permettono e introduzione della didattica a distanza nelle scuole e nelle università. Se in un primo momento le lezioni frontali erano forse l’unica soluzione per continuare ad erogare la didattica, dopo il primo lockdown generalizzato i diversi istituti italiani hanno iniziato a sperimentare nuovi modi di fare Scuola, non esplorando infiniti spazi tecnologici, ma quelli della natura. A raccontare le diverse esperienze fatte nelle scuole è Repubblica, che ha raccolto le più interessanti. Dall’alta Valpolcevera, precisamente dell’IC Campomorone, arriva l’interessante progetto che ha coinvolto le classi della scuola secondaria dal titolo “Progetto Montagna”. Ai giornalisti di Repubblica il dirigente scolastico Giacomo Arena ha raccontato che gli alunni hanno potuto esplorare le montagne nei dintorni attraverso attività di trekking e di escursionismo: “L'aspetto importante è che sono stati coinvolti anche studenti con diverse abilità, quindi si è trattato di un importante progetto d'inclusione, oltre che didattico”. Del resto, lo stesso Ettore Acerra, direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale della Liguria, ha riconosciuto il ruolo fondamentale della scuola all’aperto nel processo di recupero della socialità che si è persa a causa del Covid-19, prima dell'adesione al progetto ministeriale "Scuola d'estate" e ora con la modalità outdoor.

Scuola outdoor: da soluzione jolly a realtà per i prossimi anni

Non solo trekking e di escursionismo, ma anche attività ludiche, motorie, di scoperta dei beni naturalistici, ambientali e culturali. Per il dirigente Arena il “Progetto Montagna” non può certamente fermarsi nonostante il miglioramento della situazione epidemiologica e dunque la possibilità di ritornare tra i banchi di scuola. Il prossimo anno scolastico, dunque, coinvolgerà anche gli alunni della primaria. Della stessa idea è il dirigente Luca Goggi dell’IC Pra’ che ha addirittura pensato di istituire un indirizzo della scuola primaria completamente outdoor dall’anno scolastico 2022/2023: “Nel ciclo appena concluso, sono stati coinvolti tutti gli alunni, dalla scuola dell'infanzia sino alle medie: percorsi di orienteering, attività motorie, il progetto d'inclusione sociale 'Controregole', portato avanti grazie alla Giostra della Fantasia e alla Fondazione Vodafone. E ancora: l'orto didattico, la pesca, le visite alle serre del pesto e l'abbellimento della scuola Assarotti, proprio grazie ad attività legate all'esterno e all'arte”. Prenderanno una strada simile anche gli alunni dell’IC Voltri 1 guidati dalla dirigente Caterina Bruzzone che giudica le attività all’aperto un’ottima ripartenza dopo mesi di didattica a distanza e il giusto mezzo per abbandonare la tecnologica per riscoprire la natura.