Prima di tutto spieghiamo cosa sia il job shadowing (letteralmente “lavoro in ombra”) è una metodologia di apprendimento basata sull’osservazione diretta. Nella scuola consiste nell’affiancare un collega per osservarne le pratiche quotidiane sul campo.
Durante l’esperienza di job shadowing presso la École Saint Paul di Lille, abbiamo avuto l’opportunità di vivere un’esperienza che è andata oltre la semplice osservazione di pratiche didattiche: è stato un percorso di crescita professionale e umana che ci ha permesso di guardare la scuola con occhi nuovi.
Ci sono momenti che riescono a raccontare il significato di un’esperienza meglio di molte parole. La prima foto che accompagna questo racconto è stata scattata da una bambina che abbiamo avuto il piacere di accompagnare durante questo Erasmus, con la sua Instax tra le mani e quella spontaneità autentica che appartiene ai bambini. Un piccolo gesto che oggi diventa simbolo di uno sguardo capace di cogliere ciò che davvero conta.
La settimana di mobilità ci ha ricordato che entrare in una scuola di un altro Paese non significa soltanto osservare metodologie differenti, ma anche aprirsi a nuove prospettive educative e riflettere sul significato del fare scuola. Riscoprire i nostri punti di forza e debolezza e lavorarci insieme.
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito la nostra attenzione vi è stata la cura degli ambienti scolastici, pensati come spazi che favoriscono il benessere e l’apprendimento. Abbiamo osservato una classe con una microaula annessa adibita a biblioteca, un ambiente raccolto e accogliente che offriva agli alunni un luogo dedicato alla lettura, all’esplorazione e alla scoperta.
Abbiamo inoltre raccolto interessanti spunti didattici: dai poster presenti nelle classi, utilizzati come strumenti di supporto e stimolo per l’apprendimento, fino alle brevi “micro lezioni booster” svolte all’inizio della giornata scolastica per riattivare conoscenze pregresse e favorire una partecipazione attiva degli alunni.
Ma uno degli insegnamenti più significativi è arrivato dai bambini stessi: con la loro spontaneità, la loro capacità di creare relazioni e di vivere ogni esperienza con entusiasmo, ci hanno ricordato quanto l’apprendimento sia profondamente legato alle emozioni, alle relazioni e al sentirsi accolti.
Torniamo da questo Erasmus con nuove idee, nuove riflessioni e la consapevolezza che il confronto con realtà educative differenti rappresenta un’importante occasione di crescita, capace di arricchire il nostro modo di fare scuola.
Perché Erasmus non è solo un’esperienza di mobilità: è un’opportunità per costruire ponti, condividere pratiche e tornare con una parte di mondo in più dentro di sé.






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