Giovedì 28 maggio, noi della classe 4ª A della scuola Thouar abbiamo presentato, davanti a 300 spettatori e a una giuria, il lavoro realizzato per il concorso organizzato dall’associazione dei pescatori di Pra’, dedicato ai cetacei.
Partecipavano molte classi e tutti erano agitati, perché sapevamo che un passo falso avrebbe potuto costarci caro. Quando abbiamo sentito che era arrivato il nostro turno di esibirci, siamo rimasti per un attimo immobili: eravamo molto emozionati. Era la nostra prima esibizione su un palco.
Durante l’anno ci siamo impegnati tantissimo in questo progetto e abbiamo imparato molte curiosità sui cetacei. Dopo la nostra esibizione abbiamo assistito anche a quelle delle altre classi: alcuni hanno ballato, altri hanno cantato e altri ancora hanno realizzato una grande balena con materiali di riciclo.
Alla fine del concorso pensavamo di aver conquistato il primo posto in classifica. Invece siamo rimasti delusi e abbiamo dovuto accettare la sconfitta. Però abbiamo capito che la cosa più importante è divertirsi, mettendoci impegno, entusiasmo e gioia.
Tornati a scuola, la maestra ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che era fiera di noi. Qualche giorno dopo ci ha dedicato una lezione speciale. Ci ha spiegato che nella vita non sempre si vince: può capitare di fallire una prova, di perdere una persona cara, che si rompa qualcosa a cui teniamo o che, crescendo, si perdano alcune capacità.
Così abbiamo iniziato a parlare delle nostre perdite. C’è chi ha perso al Ravano, chi ha perso un fratellino, chi un nonno e chi un animale domestico. Ascoltando le esperienze degli altri, abbiamo capito che perdere non significa essere incapaci o valere meno degli altri. Significa, invece, imparare a confrontarsi con i propri limiti.
Noi abbiamo elencato quelli della 4ª A: facciamo fatica a stare fermi, a non chiacchierare, a rispettare il turno di parola e a esibirci in pubblico. Ma abbiamo capito che dobbiamo affrontare questi limiti e imparare a reagire alle difficoltà.
Chi impara ad accettare gli errori e le sconfitte sviluppa maturità, forza e determinazione. La maestra ci ha detto che la scuola non deve insegnare soltanto a vincere, ma anche a perdere.
Alla fine, una nostra compagna ha riflettuto su tutto quello che avevamo imparato e ha inventato il motto della nostra classe:
“Cadere sette volte e rialzarsi otto.”
Perché una sconfitta non è la fine del cammino, ma l’inizio di una nuova occasione per crescere.
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